Allergia al lavoro? e se fosse l'aria che respiri?

Sai cos’è il microclima?

Saperlo potrebbe evitarti molti problemi di salute ed economici!
Ti sarà capitato a volte di trovarti sul posto di lavoro e non essere a tuo agio, sentire caldo oppure freddo, respirare aria viziata o starnutire di continuo?
Ecco quella è la situazione in cui il microclima in ambiente è pessimo! 

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Successivamente, se non vengono presi provvedimenti, si finisce per influenzarsi, prendere allergie o altre patologie.
In questi casi più gravi possiamo parlare di "Sick Building Syndrome", ovvero sindrome dell’edificio malato.
Un vero e proprio quadro patologico caratterizzato da disturbi prevalentemente irritativi a carico delle vie aeree.
Nei casi più gravi le patologie possono svilupparsi anche sugli apparati respiratori, digerente e cardiovascolare.

Molto spesso questo aspetto è trascurato dalle persone, in quanto impegnate in attività più urgenti, si ricordano del problema solo quando si ammalano o si vedono arrivare una vertenza sindacale da qualche dipendente!

Tanto funziona tutto, non ci serve niente!

Ecco la classica frase tipo di chi non si preoccupa dell’ambiente dove vive o lavora.
A questo punto starai pensando... 

ho capito ma non è nelle mie possibilità cambiare la situazione!
Non sono io che decido“, “non ho denaro a sufficienza” ecc... ecc...

Capisco…ma se sei un dipendente sapere come dovrebbe essere l’ambiente ideale dove vivere o lavorare ti può essere utile?
E se sei un imprenditore, conoscere l’esistenza di una legge che stabilisce questi parametri potrebbe aiutarti a migliorare il tuo stile di vita ed evitare problemi in futuro?

Pensiamo proprio di sì! Devi sapere che il microclima sul luogo di lavoro deve essere garantito dal datore di lavoro secondo il Decreto Legislativo 81/2008 detto anche testo unico sulla sicurezza.

Innanzi tutto stabiliamo cos’è il microclima.
Il microcima è l’insieme di parametri quali temperatura ambiente, umidità, movimentazione e qualità dell’aria presenti in un determinato locale.
La norma UNI 10339 impone di mantenere temperature, umidità e velocità dell’aria secondo precisi valori in funzione della destinazione di uso dell’locale.

Questa tabella riassume i parametri per alcuni tipi di attività (clicca sull’immagine per ingrandire).

tabella.png

Nello specifico la Legge 81/08 (allegato 4 – paragrafo 1.9) stabilisce che nel caso di utilizzo di impianti di climatizzazione dell’aria, essi devono funzionare in modo che gli occupanti non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa.

Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzioni, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.

Proprio questa legge a tutela dei lavoratori è stata la base di vertenze sindacali di dipendenti nei confronti di datori di lavoro poco inclini al controllo della qualità del’aria sul posto di lavoro. Vertenze finite in cause legali e risarcimento danni.
La scarsa manutenzione e pulizia degli impianti porta con sé un progressivo peggioramento della qualità dell’aria in quanto sono molti gli inquinanti che possono essere presenti in ambiente ma invisibili come:

  • particelle solide e polveri
  • fibre minerali
  • composti volatili organici
  • microrganismi (funghi e batteri)
  • anidride carbonica (CO2)
  • ossido di carbonio (CO)
  • fumo di sigarette
  • pollini, spore

Ora che sei consapevole del possibile problema, vogliamo svelarti alcuni segreti pratici da attuare per migliorare il microclima in ambiente ed evitare problemi.

  1. La differenza di temperatura tra l’ambiente e l’esterno non dovrebbe essere maggiore di 5 – 7 °C. Se possibile utilizza delle zone intermedie tra l’ambiente esterno e quello interno che fungono „da cuscinetto termico“.
  2. La velocità dell’aria in ambiente dovrebbe essere tra 0,13 e 0,20 m/s con uniformità. Senza utilizzare strumenti ad hoc, basta sapere che quando si muovono fogli di carta sui tavoli siamo ad una velocità di 0,35 m/s.
  3. Con un semplice termometro si può misurare la differenza verticale di temperatura dell’aria ambiente tra testa (h 1,80 m) e caviglie (h 0,10 m dal pavimento) di un occupante che non deve superare 3 °C.
  4. Effettuate 2 ricambi di aria nell’arco della giornata aprendo le finestre per 15 minuti. Se questa operazione non è possibile, dotatevi di un apparecchio di ricambio aria.
  5. Evitare accensioni e spegnimenti continui degli impianti di riscaldamento. Bisogna evitare di far salire e scendere la temperatura in ambiente in modo rapido. La temperatura può variare di non oltre 0,5 °C per ora nella giornata, ma senza uscire dalla zona di comfort di oltre 0,5 °C per il tempo massimo di un’ora.

Da adesso in poi non puoi più far finta di niente quando le cose non vanno come dovrebbero e i collaboratori si lamentano.

Se vuoi essere sicuro di rispettare la legge e le norme sulla qualità dell’aria e le verifiche periodiche del tuo impianto approfitta del nostro...


 

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